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domenica 28 giugno 2015

Gnocchi di parmigiano e rucola ...

...con pancetta coppata croccante al balsamico


Ricetta semplicissima e molto divertente da preparare!! Non occorre tanto tempo e il risultato è ottimo! Io ho fatto delle palline piuttosto grandi, ma se volete potete farle più piccole, delle perle piene di gusto che piaceranno molto anche ai bambini.
La rucola ci sta davvero egregiamente...avrei voluto farli con l'ortica, o ancora meglio con le foglie di malva, ma ho avuto poco tempo e non sono riuscita ad andare in giro per i campi a raccoglierle, quindi ho optato per la rucola.
Il Parmigiano la fa da padrone, avrei potuto condirli solo con burro fuso e sarebbero stati comunque strepitosi...diciamo che con la pancetta coppata ho aggiunto una nota croccante..
I miei uomini avrebbero voluto il bis!!



GNOCCHI DI PARMIGIANO E RUCOLA CON PANCETTA CROCCANTE

INGREDIENTI:
180 gr di Parmigiano Reggiano DOP Campirossi - 180 gr di farina - un mazzetto di rucola - sale e pepe - burro - 4 fette di pancetta coppata - aceto balsamico di qualità



PREPARAZIONE:
Grattugiate il formaggio. Lavate, asciugate e tritate la rucola. Mescolate il formaggio con la rucola e la farina, poco sale a pepe, unite acqua quanto basta per ottenere un impasto sodo, non colloso.
Formate delle palline della dimensione che preferite, io le ho fatte abbastanza grandi e me ne sono venute 32.
Tagliate grossolanamente la pancetta e rosolatela in padella, sfumandola con poco aceto balsamico.
Fate fondere 4 noci di burro.
Portate a bollore abbondante acqua salata, cuocete le palline fino a quando non verranno a galla, comunque pochi minuti, in base alla grandezza.
Scolate i vostri gnocchi e conditeli con il burro fuso e la pancetta croccante.



giovedì 25 giugno 2015

Budino al cioccolato con semi di chia


Ho visto questo budino nel blog della mia amica Fausta e mi ha ispirato tantissimo, quindi mi sono detta che avrei dovuto provare a farlo al più presto. In casa avevo già i semi di chia, comprati per fare qualche esperimento, e del buon cioccolato che mi aveva regalato la mia mamy, quindi non restava che mettersi all'opera!


BUDINO AL CIOCCOLATO CON SEMI DI CHIA

INGREDIENTI:
200 ml di latte di riso - 80 gr di cioccolato fondente + quello per decorare - 2 cucchiai di zucchero di canna - 2 cucchiai di semi di chia

PREPARAZIONE:
In una pentola unite il latte, lo zucchero e il cioccolato tritato, scaldate bene e mescolate per fare sciogliere il tutto. Spegnete e aggiungete i semi di chia, mescolando. Lasciate riposare due minuti e mescolate ancora e ripetete l'operazione due o tre volte. Suddividete il budino in 4 bicchierini e mettete in frigo almeno un'ora.
Decorate con cioccolato tritato e servite.



lunedì 22 giugno 2015

Tramezzini con bresaola e squacquerone


Iniziamo questa nuova settimana con qualcosa di semplice semplice ma sfizioso..
Velocissimi e ideali come antipasto, oppure per i vostri pic nic!!!
E se non trovate lo squacquerone, che è tipico della romagna, optate per un altro formaggio fresco e cremoso, come lo stracchino.

TRAMEZZINI CON SQUACQUERONE E BRESAOLA

INGREDIENTI:
4 fette di pane da tramezzino - 200 gr di squacquerone - un mazzetto di erba cipollina - 150 gr di bresaola - pepe bianco

PREPARAZIONE:
Lavorate il formaggio con un cucchiaio per renderlo cremoso, unite una spolverata di pepe e l'erba cipollina tagliuzzata in base al vostro gusto. Spalmate tre fette di pane con il formaggio, aggiungete la bresaola, sovrapponetele e chiudete con l'ultima fetta di pane. Avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigo un paio d'ore, poi eliminate la pellicola e tagliate in 4 o 8 parti.


giovedì 18 giugno 2015

Risotto agli asparagi



Prima che gli asparagi finiscano, non può mancare un classico dei classici, il risotto agli asparagi!
Merita davvero prendersi il tempo per prepararlo, perché è buonissimo!!

RISOTTO AGLI ASPARAGI

INGREDIENTI:
Due bicchieri di riso per risotti - due mazzetti di asparagi - olio extravergine - burro - una cipolla rossa - vino bianco secco - parmigiano reggiano - un litro e mezzo di brodo vegetale

PREPARAZIONE:
Tritate la cipolla e fatela appassire a fuoco dolce in un tegame capiente con olio e una noce di burro. Unite il riso e lasciatelo tostare un paio di minuti a fuoco vivace, mescolando per non fare bruciare la cipolla. Bagnate col vino e lasciate evaporare, poi aggiungete gli asparagi a pezzetti e un mestolo di brodo bollente. Fate asciugare prima di aggiungere il mestolo successivo, e proseguite così portando a cottura il riso.
Se utilizzate un riso a cottura molto lunga, aggiungete gli asparagi un po' dopo, per non rischiare di cuocerli troppo.
Una volta pronto, spolverizzate con parmigiano e servite.

lunedì 15 giugno 2015

Il vino parte seconda: la produzione



Studi e ricerche fanno risalire la produzione di vino a circa 7000 anni fa, quando probabilmente in modo accidentale l'uva dimenticata in alcune giare iniziò a fermentare.
Il vino è quindi il prodotto della fermentazione di succo, bucce e semi degli acini dell'uva, che una volta raccolti vengono pigiati. Il processo che dai frutti permette di ottenere il vino è chiamato vinificazione.



LA VENDEMMIA

Quando i frutti arrivano a giusta maturazione, ovvero il rapporto tra zuccheri e acidi raggiunge il giusto equilibrio, si procede con la vendemmia.
Il periodo della vendemmia va da fine agosto a metà ottobre ma per alcuni tipi di vino può arrivare a fine dicembre (per esempio l'Ice Wine, prodotto con grappoli ghiacciati in vigna). Questo periodo varia ovviamente in base alle latitudini, alle zone di esposizione e al tipo di uva, per esempio i vitigni a bacca bianca maturano prima di quelli a bacca rossa.
I metodi di raccolta sono due: manuale, solo per vini di elevata qualità e spumanti a metodo classico, in quanto la selezione dei grappoli comporta un notevole aumento dei costi di produzione.
Il metodo meccanico è invece effettuato dalla macchina che scuote i fusti facendo cadere gli acini. Purtroppo questo metodo, più economico, può arrecare danni alle piante.
Per una buona produzione di vino ci sono alcune regole da rispettare:
l'uva non deve essere raccolta quando è bagnata da pioggia, rugiada o nebbia, che potrebbero influire sulla qualità del mosto.
Non va raccolta nelle ore più calde per evitare un inizio di fermentazione nei recipienti di raccolta.
I grappoli vanno sistemati in recipienti non troppo alti, per evitare peso eccessivo che schiaccerebbe quelli sotto.
La vinificazione deve avvenire nel tempo più breve possibile.

LA VINIFICAZIONE

Dopo la vendemmia di passa alla produzione del mosto attraverso lo schiacciamento degli acini. Il mosto è quindi un composto zuccherino che grazie ai lieviti contenuti nella pruina che ricopre le bucce, fermenta e si trasforma in vino.
E' un liquido denso e torbido, composto per l'80-85% da succo e polpa, per il 10-15% da bucce e per il restante 5% dai semi (vinaccioli).
Durante la pigiatura si effettua anche la diraspatura, ovvero si eliminano i raspi per non arricchire troppo il mosto di tannini, soprattutto quando si sta producendo vino bianco.
Dal mosto dipende la qualità finale del vino, quindi a volte c'è la necessità di procede con alcune correzioni, aggiungendo mosto concentrato, per regolare la gradazione zuccherina o correggendo l'acidità totale se risultasse eccessiva.
Le tecniche principali di vinificazione sono due, con e senza macerazione.

La vinificazione con macerazione o vinificazione in rosso è riservata alle uve rosse. I grappoli vengono spremuti e lasciati alcuni giorni a macerare insieme alle bucce e ai raspi, conferendo colore e aroma al vino, grazie agli antociani (nelle bucce) e ai tannini (nei raspi).
Se le bucce restano a contatto col mosto per poco tempo si ha una vinificazione in rosato.

La vinificazione senza macerazione è invece usata solo per le uve bianche, quindi viene chiamata vinificazione in bianco. 
Subito dopo la raccolta i raspi vengono eliminati e dopo la pigiatura si separa il mosto dalle bucce.
Con questo metodo il vino prodotto è sempre bianco, anche se le uve sono rosse.

Esiste anche la vinificazione carbonica, con cui si producono i vini novelli. In questo caso l'uva viene addizionata di anidride carbonica in un contenitore che poi viene chiuso ermeticamente e portato a 30 gradi, per circa due settimane. Solo successivamente l'uva viene pigiata e lasciata fermentare ancora per qualche giorno.

LA FERMENTAZIONE

Il mosto ottenuto viene posto nei tini a temperatura controllata per 15-20 giorni. Inizia quindi la fermentazione, cioè i lieviti trasformano lo zucchero in alcol, anidride carbonica e altre sostanze.
Alla fine si ottiene un vino dal gusto secco.

LA SVINATURA E LA SFECCIATURA

Dopo la fermentazione si procede alla svinatura, ovvero si separa il mosto dalle vinacce, ottenendo il vino fiore.
Con la sfecciatura invece si rende il vino limpido. E' una procedura che si ripete fino a quattro volte, aggiungendo sostanze chiarificanti o travasando il vino da una botte all'altra, eliminando i fondi e i residui. 

LA MATURAZIONE

Il vino a questo punto viene posto in botti di legno o in cisterne, dove maturerà per un periodo variabile: da alcuni mesi per i bianchi ad alcuni anni (anche 6-10) per i rossi.
In questo periodo di tempo il vino sviluppa le sue caratteristiche peculiari e acquisisce limpidezza.
Per i vini di pregio l'invecchiamento può avvenire in piccole botti di legno di rovere che si chiamano barriques, che gli conferiscono particolari caratteristiche.

L'IMBOTTIGLIAMENTO

Finalmente il vino è pronto per essere imbottigliato. Anche questa fase è molto importante perchè una volta in bottiglia il vino continuerà ad affinarsi. Per questo è importante anche la scelta di bottiglia e tappo.

Il 15 luglio la terza puntata!!


Le informazioni di questo articolo sono tratte dal libro Sala e vendita 1 (Gentili-Colluto-Montefiori)

sabato 13 giugno 2015

Hamburger d'ispirazione mediterranea con salsa allo yogurt e zucchine marinate


Ed eccomi anche questo mese con la ricetta per la sfida proposta da Arianna, per Mtchallenge, ovvero l'American Burger.
Diciamo che per me la sfida è stata fare i buns, visto che non amo particolarmente cimentarmi con i lievitati, il panificatore di famiglia è mio marito, infatti mi ha aiutato, per fortuna con piacere!!


Il mio di America ha davvero poco, giusto la forma forse! Ho preferito farmi ispirare da sapori più mediterranei e se volete estivi.
Per l'hamburger ho seguito i miei gusti...un mix di carne di manzo e carne ovina, di pecora in questo caso, per un tocco di sapore in più, cipolla e aglio, che di solito non uso mai insieme, ma in questo caso ci stavano eccome, la sapidità delle olive e il sapore inconfondibile della feta, che ha anche il pregio di sciogliersi in cottura quel tanto che basta. Poca menta e basilico, insieme, per tanto profumo!!
Avendo pensato a una polpetta molto ricca di ingredienti, ho preferito poi aggiungere solo una foglia di insalata riccia e il pomodoro che non può certo mancare nell'assemblaggio del panino.
La salsa è semplicissima ma con un sapore fresco e adattissimo a questo tipo di piatto, come il contorno di zucchine, prima marinate e poi grigliate.
Dovendo fotografare l'interno, ho approfittato per dare un morso...il risultato è stato che la metà del mio panino l'ho mangiata per merenda!!
Ma vediamo nel dettaglio come si fanno..



HAMBURGER D'ISPIRAZIONE MEDITERRANEA CON SALSA ALLO YOGURT E ZUCCHINE MARINATE

INGREDIENTI:
per i panini: 125 gr di farina ai 5 cereali - 125 gr di manitoba - 130 ml di latte - 20 gr di burro - 10 gr di zucchero - 5 gr di strutto - 5 gr di sale - 4 gr di lievito di birra fresco - 1 cucchiaino di miele
un uovo - latte - semi di papavero

per l'hamburger: 250 gr di carne di manzo - 250 gr di carne di pecora - mezza cipolla piccola - 60 gr di feta - 50 gr di olive taggiasche - due spicchi d'aglio - basilico e menta freschi - sale e pepe

per la salsa: una confezione di yogurt greco - olio di semi di canapa - scorza di un limone bio - succo di mezzo limone - erba cipollina - sale e pepe bianco

per il contorno: due zucchine: olio extravergine - aceto di mele - zucchero di canna - sale - pepe

per assemblare: 4 fette di pomodoro - 4 foglie di insalata riccia

PREPARAZIONE:

Iniziamo dai buns, ovvero i panini per hamburger. Come ci spiega Arianna, fate intiepidire il latte, scioglierci il lievito con il miele e lasciatelo riposare per una decina di minuti. In una ciotola setacciate la farina poi formate una fontana, versate il latte poco per volta e lasciatelo assorbire mescolando. Aggiungete lo strutto ed il burro a temperatura ambiente, il sale e lo zucchero poi impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Coprite con un panno e lasciate lievitare fino al raddoppio. Prendete l'impasto, sgonfiatelo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete sovrapponendo la parte di destra al centro ed idem con la sinistra, girate di 90° e procedete allo stesso modo.
Fatelo rilievitare per una mezz'ora poi formate i panini. Sistemateli sulla teglia ricoperta di carta forno e fateli lievitare ancora mezz'ora prima di infornarli.
Sbattete l'uovo con poco latte, usatelo per spennellare la superficie dei panini e cospargete con i semini, infornate a forno caldo a 180 gradi per circa 20 minuti, finchè saranno dorati.



Per gli hamburger, tritate la carne a coltello, o se non ve la sentite fatevela tritare dal macellaio, tritate aglio, cipolla, basilico e menta, sbriciolate la feta e tritate le olive, unite poco sale e pepe. Mescolate tutti gli ingredienti amalgamandoli bene, poi formate gli hamburger facendo delle palline e schiacciandole, oppure con l'aiuto di un coppapasta rotondo, come ho fatto io. Teneteli in fresco fino al momento di cuocerli.



Mescolate lo yogurt con l'olio, il succo e la scorza di limone, sale e pepe e erba cipollina abbondante. Assaggiate la salsa e regolate gli ingredienti in base al vostro gusto.



Lavate le zucchine, spuntatele e tagliatele a nastri sottili poi mettetele a marinare per mezz'ora con un'emulsione preparata con olio, aceto di mele, un cucchiaino di zucchero di canna, sale e pepe.
Trascorsa la mezz'ora scolatele e passatele per qualche istante sulla piastra.

Cuocete gli hamburger sulla piastra bella calda, rigirandoli spesso, senza schiacciarli, fino a quando saranno ben rosolati.
Tagliate i panini a metà, spalmate una cucchiaiata di salsa, adagiate la carne, poi la foglia di insalata e la fetta di pomodoro, altra salsa se volete e richiudete. 
Servite i panini con le zucchine marinate e grigliate e la salsina.



Con questa ricetta partecipo a


venerdì 12 giugno 2015

Crostata alla panna cotta e fragole

Tessuti e porcellane GreenGate

Un dolce finalmente!! Non so da quanto non ne postavo! Per chiudere questa settimana un po' pesante, tra ospedale, fine della scuola, attese di esiti e domani prima prova d'esame per Andrea, che sta per chiudere, speriamo, le scuole medie...
Un dolce per augurare buon week end a chi passa di qua, un in bocca al lupo a tutti gli studenti che affronteranno i loro esami, a tutti quelli che stanno passando un momento difficile a causa della salute, a tutti gli sportivi che si apprestano a gareggiare agli europei a Baku...stasera il mio pensiero è per tanti...!!



CROSTATA ALLA PANNA COTTA E FRAGOLE

INGREDIENTI:
per la frolla: 150 gr di farina 00 - 100 gr di farina integrale - 80 gr di zucchero integrale di canna - 2 tuorli - 120 gr di burro
per la panna cotta: 500 ml di panna fresca - 2 cucchiai di zucchero - 70 gr di gocce di cioccolato bianco - 10 gr di colla di pesce
per la finitura: confettura di fragole - 10 fragole fresche

PREPARAZIONE:
Sulla spianatoia unite la farina setacciata, lo zucchero, il burro a pezzetti e i tuorli. Iniziate ad impastare e lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formate una palla, appiattitela e fatela riposare in frigo per una mezz'ora coperta da pellicola.
Accendete il forno a 180 gradi.
Rilavorate la frolla qualche istante per renderla plastica, stendetela e rivestite uno stampo per crostate da 24-26 cm di diametro. Rivestite con carta da forno, riempite con fagioli secchi o sfere di ceramica e cuocete per circa 10-12 minuti. Poi tirate fuori dal forno, eliminate i fagioli e la carta e terminate la cottura per altri 5-6 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.
Intanto mettete la colla di pesce a bagno in acqua fredda per 10 minuti. Scaldate bene la panna con lo zucchero e mescolate fino a scioglierlo, spegnete e aggiungete anche le gocce di cioccolato e mescolate bene.
Strizzate la colla di pesce e unitela alla panna, poi lasciate raffreddare un po'.
Spalmate un bello strato di confettura nel guscio di pasta frolla, poi versate la panna cotta raffreddata con un mestolino e fate rapprendere in frigo per almeno due ore.
Una volta pronta non vi resta che decorarla con fettine di fragole fresche.



lunedì 8 giugno 2015

Dahl di lenticchie



Iniziamo la settimana con una ricetta veg, buonissima, da preparare con uno dei tantissimi tipi di lenticchie che si trovano in commercio....la prossima volta lenticchie rosse!!
Queste ricette esotiche mi stanno appassionando tantissimo, mi piace provarle e riprovarle, adattandole ai miei gusti personali. Le spezie regalano a questi piatti dei profumi e dai sapori unici!

Pentola Le Creuset


DAHL DI LENTICCHIE 

INGREDIENTI:
250 gr di lenticchie - uno spicchio d'aglio - mezza cipolla - un peperone rosso - una carota - una costa di sedano - un cucchiaino di curry - un cucchiaino di curcuma - un cucchiaino di coriandolo in polvere - mezzo cucchiaino di cannella - un pezzetto di zenzero fresco - pepe - 500 ml di brodo vegetale - olio di sesamo

PREPARAZIONE:
Mettete le lenticchie in ammollo per il tempo necessario.
Tagliate la carota, lo zenzero, il peperone e il sedano a cubetti. Tritate aglio e cipolla.
In una pentola capiente fate scaldare l'olio e unite l'aglio e la cipolla tritati, unite poco brodo, coprite e fate stufare per qualche minuto. Aggiungete la carota, il sedano, il peperone e lo zenzero e le spezie e lasciate cuocere per qualche minuto, poi unite le lenticchie. Coprite con il brodo e portate a cottura fino a quando le lenticchie non si saranno un po' sfaldate.
Servite con riso bianco e spicchi di piada o pane naan.


giovedì 4 giugno 2015

Tapenade vegetariana



La tapenade è originaria della bellissima terra di Provenza, dove si prepara con le olive nere, capperi e acciughe, aglio e ovviamente olio extravergine. Nata a Marsiglia per farcire le uova sode, si usa per accompagnare crostini da pane, ma secondo me è ottima anche per insaporire un'insalata di pasta con pomodorini, oppure per il cous cous.
Ovviamente, in questa versione vegetariana ho eliminato le acciughe, ma è comunque ottima!!
Ed è la seconda salsina che ho preparato per i burger vegetariani di qualche tempo fa che trovate QUI.

TAPENADE VEGETARIANA

INGREDIENTI:
150 gr di olive taggiasche denocciolate - 2 cucchiai di capperi dissalati - 1 spicchio d'aglio - succo di mezzo limone - timo fresco - olio extravergine

PREPARAZIONE:
Riunite nel mixer le olive, i capperi, il succo di limone e lo spicchio d'aglio e frullate grossolanamente poi diluite con olio extravergine. Mettete la salsa in una ciotola e cospargete di timo fresco.


lunedì 1 giugno 2015

Il vino parte prima: la vite

Primo giugno e primo capitolo della nuova rubrica sul vino, che avrà cadenza quindicinale!
Nel caso qualche esperto, produttore, sommelier o amante del vino, trovasse qualche errore, o volesse fare qualche precisazione, è libero di lasciare un commento, che sarà accettato con vero piacere!




Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta del vino partendo dalla bellissima pianta i cui frutti ci regalano questa bevanda alcolica tanto amata e apprezzata in tutto il mondo.
La vite che vedete nelle foto è quella del mio giardino. Nel 2013, di fronte a casa nostra, hanno piantato le viti. Questa l'avevano scartata e buttata vicino al fosso. Passeggiando con Agata l'ho vista e ho pensato che fosse un peccato lasciarla morire lì, così l'ho presa e l'ho piantata in giardino. Tutti dicevano che non avrebbe resistito e per più di un mese non ha fatto nemmeno l'accenno di una fogliolina....poi però si è svegliata!! La prima foto è del 6 luglio 2013, dopo poco più di un mese, il 10 agosto 2013 era così:


Ovviamente non ha fatto nemmeno un grappolo, e nemmeno l'anno dopo, nonostante fosse cresciuta molto.



Ma quest'anno ci ha stupiti tutti! Cercherò di aggiornare il post con le foto dei grappoli, man mano che matureranno!
Ora però cerchiamo di capire meglio che pianta è...

La vite da cui si ricava il vino è la Vitis vinifera, una pianta rampicante dotata di un apparato radicale molto sviluppato, con fusto o ceppo, che funge da sostegno, da cui partono numerosi rami chiamati tralci, sui quali si trovano i viticci, le foglie e i fiori che poi diventano grappoli.

I viticci, o cirri, sono organi di sostegno che permettono alla pianta di ancorarsi ai sostegni o ad altre piante o strutture vicine. Col tempo acquisiscono una struttura lignea.

Le foglie, o pampini, hanno forma palmata a tre o cinque lobi, raramente fino a 7-9 lobi, e sono molto importanti per riconoscere i vari vitigni, oltre a svolgere la respirazione, la fotosintesi e l'assorbimento di sostanze importanti per la pianta.

I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia, prima erette, poi pendule. All'inizio sono bisessuati, ma poi diventano maschili o femminili. Sono formati da un calice con sepali appena accennati, dalla corolla con 5 petali verdastri, poco appariscenti. Dai fiori si sviluppano poi i grappoli.


I grappoli sono i frutti della pianta, di forma e colore variabili. Sono formati dal raspo, che costituisce la parte centrale legnosa, attraverso la quale il grappolo è attaccato al ramo principale; l'acino, invece, è la parte più importante della pianta, da cui verrà prodotto il vino.
L'acino ha varie forme, in base al tipo di vitigno, ed è composto dal pericarpo, dal mesocarpo e dall'endocarpo.
Il pericarpo, ovvero la buccia, è la parte esterna che contiene i pigmenti responsabili della colorazione, che può variare dal giallo/verde (flavoni) al rosso/viola (antociani). La buccia contiene inoltre alcuni polifenoli, i tannini, e alcune sostanze aromatiche.
L'acino è anche ricoperto da una sostanza chiamata pruina, che contiene dei lieviti importanti per la fermentazione.
Il mesocarpo o polpa, è costituito da acqua, zuccheri (fruttosio e glucosio) e acidi.
L'endocarpo è il nucleo dell'acino, e contiene i semi o vinaccioli, ricchi di tannini e olio.
Il peso dei grappoli varia dai 150 ai 300 grammi nelle uve da vino e dai 200 ai 500 grammi in quelle da tavola. Il grappolo può essere rado (spargolo) con acini radi e liberi, caratteristica delle uve da tavola, oppure serrato, con acini stretti e vicini, tipico delle uve da vino.



La vitis vinifera, è presente sul pianeta da milioni di anni, l'uomo la conosceva già nel neolitico ma i primi cenni storici riguardanti la coltivazione per la produzione di vino arrivano dalla civiltà Sumera, e successivamente da quella Egizia, Greca ed Etrusca.
Con i Romani, la coltivazione della vite si estende in tutta Europa, tuttavia, è solo da metà Ottocento che si sono gettate le basi della moderna enologia.
Questa pianta è capace di fruttificare solo in aree geografiche con clima temperato, con distinzioni nette tra le 4 stagioni. Per questo si è diffusa nel bacino del Mediterraneo, soprattutto in Italia, che detiene il primato mondiale della produzione, con il 23-24% del totale, in Francia, Spagna e Portogallo. Altre zone di diffusione sono in Europa centrale, dalla Slovenia alla Russia, poi in California, Argentina, Cile, Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda.

Foto aggiornata il 30/08/2015


L'appuntamento è al 15 giugno per il secondo capitolo! Parleremo della produzione del vino.


Le informazioni di questo articolo sono tratte dal libro Sala e vendita 1 (Gentili-Colluto-Montefiori)
e da Wikipedia.